domenica 19 giugno 2011

Noi, 4 scemi e un cuore.


Questa sera eravamo di nuovo insieme noi quattro: io, M, F e N.
Rivedendo M di persona dopo mesi, mi sono accorto quanto mi mancasse. Quanto ci mancasse.
M si fa voler bene da tutti, senza fare nulla di particolare.
Mi piace in particolare l'effetto che M ha su F, e come N diventi più chiacchierone.

Mi sono accorto di quanto ho bisogno di loro, di quanto io ami stare insieme a noi, e noi insieme ad altri.

Con loro posso essere me stesso, senza pensieri. Stanco, spettinato, "stupido", non importa. Tutto è personale e divertente. Nessuno giudica, siamo noi: 4 fratelli.
N è l'anima e il pensiero, M il lato gentile il cuore, e F la ragione pungente.
Ma tutti siamo un po' di tutto questo.
Intelligenti. Semplici. scemi.

In questi mesi ho quasi buttato via me stesso. Ho ritrovato me stesso, in particolare grazie a loro.
Mi sono reso conto stasera di quanto sono profondamente felice con loro. Di come mi aiutino a trovare le cose belle e profonde della vita. Altre persone importanti.
Si ride, ci si prende in giro. Siamo.

Un particolare aiuto me lo ha dato L. che non è qua, che amo e stimo e purtroppo non può essere mai con noi.

Sono felice.

Non ho neanche particolare voglia di scrivere; sono tornato a vivere i miei sentimenti nella vita reale, dove devono stare. Non qua. E questo è un segno positivo.
Il segno che sto bene.

A volte è ancora difficile. Molto. Ma le serate come oggi mi ricordano che sono fortunato e felice, e che posso essere felice di nuovo profondamente.

martedì 24 maggio 2011

Yep. Vorrei.


Sì lo so hai ragione, sembro "selfish".
Sono solo stufo di essere abbandonato da tutti, per una volta vorrei essere con te, tra le tue braccia, non pensare a nulla, non fare nulla.

Lo so sembro selfish, sono solo una persona che vuole dividere l'amore.
Lo divido con te, mi ascolti.

Lo so, hai voglia di altro. Lo so a che pensi.
Lo so hai ragione. Una vita.
Lasciami ancora per un po' così. Lasciami essere me stesso, ed egoista, ancora per un po'.

Vorrei spendere tutto il mio tempo con te. Vorrei darti tutto.
So che non vuoi niente, o dici di non volerlo, che va bene così. Egualmente, vorrei darti altro.
Adoro parlare ore e ore con te.
Più ti conosco più ti vedo intelligente, più mi chiedo come sei sotto le labbra.
Avevi ragione su tutto.

Rispetto, rispetto. Che parola stupida.
Ti rispetto amandoti, lo sai. Questo il mio rispetto.

So che è il tuo limite e la tua forza, e quello che ti chiedo è violare il rispetto.
Lo so, ma ho capito che c'è più di quello che mi racconti.

domenica 8 maggio 2011

punto linea punto - Dio Morse



Aprile 2008

(dedicata a M.)



Punto punto punto

Siamo così affascinanti e maturi…

Linea linea e linea

La pioggia ticchetta forte sul tetto di plastica ondulata

Grandine.

La mia macchina da scrivere ticchetta

La Radio canta:

Did I Remember (To Tell You I Adore You)

è Billy (Holiday).

La voce strascicata

Il suono insegue il suono

Spengo la radio e sento la voce della mia donna cantare la stessa canzone

E’ una registrazione.

Lei non è lì.

E’ la sua voce registrata che canta.

La stessa canzone.

Fantasma insegue fantasma

Penso a quando era viva.

Mi posava la tazza di camomilla di fianco sulla scrivania, mentre scrivevo

E mi baciava.

Quel profumo santo che aveva.

Odore di chi si ama.

Mi abbracciava, lo ricordo, sul divano

Le sue braccia dicevano quel che non sapeva dirmi con le parole.

Amore.

Amore, amore amore.

Guardo la tazza blu, quella stessa, fumante lì ora davanti a me.

La pioggia ticchetta sul tetto ondulato,

come il ticchettio di un orologio.

Il tempo passa.

Il tempo è passato.

Tu non ci sei più.

Il tuo ricordo è qua, come un Dio minore.

Dio mi odiava tu lo rendevi amorevole.

Si dice gli dei prendano con se prima chi gli è caro, amino di più chi muore giovane.

La tazza parla di te, delle tue mani, del tuo profumo, del tuo abbraccio

Del tuo amore.

Niente potrà cancellare queste cose.

Se non la mia fine… Ma allora non mi importerà più.

Il ricordo è lì ed ha significato.

Punto.

Ogni giorno vado in chiesa

Porto quella tazza fumante dentro di me.

E lo ricordo a dio.

Gli parlo e gli dico: che dio sei…

Punto punto punto

Linea linea.

Dio alfabetico.

Ho sognato lei

Eravamo nudi

Mi baciava sulla bocca come se fossi un frutto proibito e succoso.

[…]

Infine si girava verso di me e mi diceva, ti amo, in modo silenzioso con quelle labbra e

il suo corpo. Le sue braccia.

Dio che ne sai

Dio che ticchetti.

Dio morse.

domenica 1 maggio 2011

Non leggere, chiedi - Vivi


Se fuori c'è il sole, non leggi del sole, esci e te lo godi.

Se fuori è estate o piove, non te la leggi la giornata, ma esci, ti bagni e e ti godi l'aria
Se fuori la gente vive, non leggi della loro vita, ma ti unisci.

Non leggere. Chiedi.
Non leggermi, parlami.
Non leggermi, vivi.

mercoledì 27 aprile 2011

Il profondo risuonare dei tamburi.


Hai messo le tue mani sul mio cuore, hai cucito le mie ferite con la ferocia irriverente del gioco e delle risa, dell'ironia. Hai riso di me, di noi, del mondo.
Hai riempito ogni vuoto con la complicità della intelligenza.

Non ricordavo perchè le donne sono belle.
Ora lo ricordo.

Hai messo le tende nel mio cuore: ci hai scritto parole che sono tue.
Hai fatto tua la mia vita, e mi hai regalato la tua.
E non vuoi nulla.
Non chiedi nulla.
Mi ami, ma non chiedi nulla.

Ti sei guadagnata il mio rispetto, giorno per giorno.
Questo rispetto ha ricucito le mie ferite, una per una.
Mi parli e mi ascolti per ore, e questo tuo essere lì, mi ha curato l'anima.
Li hai strappati, i denti del dolore, dalle mie carni con la forza.

Ogni amore ha parole sue. Questo amore è fuori dal comune.
Forte, gratuito, intelligente, divertente, leale. Bello.
Sono felice, nel profondo con te.
Questa volta ho chiesto aiuto, ho avuto il coraggio, per me non banale, di mostrarmi debole, e ho trovato te.

Dio ti benedica. Perchè con te rido.
Ogni altra cosa è diventata minuscolamente buffa.

Mi sono alzato una mattina (non ho avuto il coraggio di dirtelo) che avevo te nel cuore. Che mattina, non ricordare più ... e sentire la tua voce dentro me!
Quella mattina ho capito la forza della tua intelligenza.
Ho capito che mi conoscevi meglio di me stesso.
Ho capito che ti eri guadagnata il mio rispetto, senza parlare.

I ricordi ora sono polvere sulle mie scarpe.
Hai preso 3 anni della mia vita e li hai resi brevi come 3 secondi.
Hai preso una persona che mi ha ferito a morte e l'hai resa un buffo passatempo.
Hai preso me e mi hai fatto ridere.

Hai preso il mio cuore, e te lo sei conquistato...


mercoledì 13 aprile 2011

Me ne $%£&/.


Io seguo il mio pensiero
Me ne fotto delle ipocrisie.
Me ne fotto se sbaglio. E me ne frego se non faccio la cosa giusta.
Non voglio più fare la persona corretta. Non voglio più fare la cosa giusta.

Faccio a modo mio.
Io seguo il mio pensiero, ancora una volta senza guida.

E' un rischio, ma sono sempre stato così, ho sempre rischiato.
Lo so che soffri.

Ma me ne devo fottere. Ho una sola via aperta, davanti.
Dietro il nulla. Il passato non esiste. Il futuro non c'è ancora. E nessuno sa che cosa sia.

E quando il futuro si chiuderà?
Saranno problemi miei.... D'altro canto, che novità.

Incido ogni giorno la tua "infelicità" nel mio cuore. E non ci posso fare nulla.
Mi lavo l'ipocrisia altrui di dosso ogni sera. E mi fa orrore vederla su di me e gli altri.
Poi lavo via anche la tua. Ha il sapore del menefreghismo e della paura.

Ricordo gli istanti.... Tutti.
Incido il mio dolore sulla mia pelle, e quando ti incontro è l'unico momento in cui non soffro, non mi sento colpevolizzato e non mi sento vittima. Non mi sento usato e fuori posto.

Io so solo una cosa in più di te, ed è l'unica che conta.
Ed anche l'unica che non ha valore.

E che volete che mi freghi del resto?

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lunedì 28 marzo 2011

Tu. Io. Le dita dell'anima


Oggi ho voglia di parlare di mille cose. Con te.
Non profonde, ma personali, sceme, felici e infelici.

So che mi stai facendo guidare la barca in acque diverse, sempre con quella intelligenza e concretezza che fanno parte di te, solo perchè te lo chiedo.

Ti domandi, perchè oggi così? Te lo domandi implicitamente, che è il tuo modo di chiederti le cose.

E' che mi rendo conto, percepisco con le dita dell'anima, che due strade si sono separate: la mia che vuole andare verso la felicità, l'altra verso il nulla, con un passeggero vuoto a bordo.

Vedo, ora, questa felicità apparire dietro una curva. Sole, montagne, aria azzurra, cieli tersi: un intero paesaggio, particolare e bello.

Su questo treno, un passeggero al mio fianco, che sei tu.
Tu profumata. Tu diretta. Tu ironica.
Siamo io e te, ognuno di noi. Ciascuno con sè. Noi.
E io ti indico dal finestrino questo paesaggio, sterminato, nuovo.

Ogni tanto ti vedo concentrata sui dettagli meccanici del treno, e sugli arredi interni.
Io cerco di attirare la tua attenzione sul fuori. Che poi è anche quello che abbiamo dentro di noi.

Il treno è solo un mezzo. (Il nostro mezzo?)
Il fuori diverrà dentro? (Mi aprirai la porta?)
...

Guardo dal finestrino, ti circondo con un braccio, ti stringo a me piano. Sento il tuo respiro. I tuoi occhi scuri fissano il fuori.
Indico con le dita questo e quello; e guardo te, il tuo collo, nuovo e snello, le tue labbra lucide e morbide, il tuo sguardo reale e intelligente.

Non so nulla. So solo dove è la felicità.
Mi godo il viaggio, e... te.
Regalo del presente.


28 maggio 2011