lunedì 1 ottobre 2012

Profumo di mari profondi, falene, grilli, gladioli e mirtilli




Un fruscìo silenzioso di seta
suona sotto il suolo:

topi di campagna
murmuri
falene
grilli
tra profumi di gardenie e gladioli
e mirtilli

sopra di noi il cielo
stellato
nebulose 
galassie
comete e pianeti

le meridiane scorrono lente
sulle sfere celesti 
che voltano su se stesse
le nuvole fanno la luna blu
le carezzano i baffi
mutano il suo colore

volute di fumo escono dal mio torace
il caldo della notte 
le cattura
e le fa diventare
fate e mirmìdi
pinoli e tamerìdi
bòccoli e pruni
migni e pantere

Gli alberi si fanno tetto
le foglie letto
il vento respiro
l'amore cuore.

E timida sorge la mia alma
nella frigida mattina
mi tocca il volto
con mani leggere

il mio pensiero si volge 
e si fa lento
di sonno e amore
come un fiore
un distillato di profumi
una primavera di agrumi
una marea di verdi scogli
profumo di mari

senso di umidi sensi 
e di amore.
luogo e sopore
la notte è 
colore.



domenica 23 settembre 2012

Mary Jane "Sweet Kisses" Alone - Urban Ballad



Your sweet kisses come alive with thee

you enjoyed the butch, caressed my hung
pissed my hutch,
you stretched and bunched your belly down  before,
then up...
your big eyes brown...

your sounds sound'd sweet
hot your mouth when you spoke out the street

so we were there
in the ground
half naked

we smoked:
smoked down the night, that night

we hoped:
hoped the life were completely right

you knok me down
no bounds around

I kissed you down
smoking fore and aft
I warmed your mouth and you blown my hat

my heart skipped
no were around but you

we were alone.
there 
aphonic and stoned

no sounds there,  and doomed
doomed
by our love.

(c) 2012

martedì 31 luglio 2012

Listen - Ascolta.




Le nostre parole soffieranno via sulla superficie delle cose,
senza un senso preciso,
come tutte le cose che hanno realmente senso;

come sabbia sulle rocce,
silenziosa e secca
che intreccia mulinelli di aria
col sentiero del vento;

come l'acqua nei ruscelli,
caotica e lucida,
bianca e sonora,
chiara, semplicemente fresca;

come le nuvole sulle montagne di ieri,
cangianti, semoventi,
bianche e scure,
spaventose e belle,
illuminate da lame di luce negli squarci.

Il vento muoverà gli steli d'erba
imitando le onde del mare,
e spazzando i tulipani rossi, sotto
il sole accecante del nostro mondo;

e le nostre parole si perderanno dentro questi steli
diventando passo,
ritmo,
rumore,
vento,
perderanno la forma del senso
e prenderanno la forma del mondo.

Il vento soffierà via le nostre parole,
non soffierà via il loro significato,
lo arrichirà delle mille cose che il mondo
dice e non spiega.

Ascolta. Il vento non sa leggere.
Il vento non dà spiegazioni.
Le nuvole non parlano.
L'aria non ha senso.

Ascolta e guarda.
Il senso è nel sentire.

Il senso è nell'amore stesso.


venerdì 20 luglio 2012

Prese ad aleggiare intorno a noi una brezza meravigliosa


Eravamo ormai vicini quando prese ad aleggiare intorno a noi una brezza meravigliosa, carezzevole e profumata, come quella che, secondo lo storico Erodoto, spira dalla Arabia felice.

Il soave odore che giungeva alle nostre narici era come il profumo che emana da rose, e narcisi, e giacinti, e gigli, e viole, e ancora dal mirto, dall’alloro e dal fiore della vite. Estasiati da quelle fragranze e sperando in una migliore fortuna dopo tante disgrazie, ci accostavamo sempre più all’isola.

Cominciammo allora a vedere, lungo tutta la costa, una quantità di insenature, ampie e ben riparate, e fiumi limpidissimi che sfociavano placidamente nel mare, e ancora prati e boschi e uccelli che cantavano parte sulla spiaggia, molti pure sui rami degli alberi.

Un’atmosfera pura circondava quella terra; brezze, soffiando, scuotevano appena la selva, e così anche i rami smossi sussurravano una piacevole e ininterrotta melodia, simile a una musica di flauto in una landa solitaria. Si udiva inoltre un vociare confuso e indistinto, che non aveva nulla di inquietante, e somigliava invece al chiasso allegro di un banchetto, dove c’è gente che suona, altra che intona lodi e altra che batte il tempo al ritmo del flauto o della cetra.

- Luciano di Samosata, II sec d.c.

martedì 10 luglio 2012

Silenzio.




Da quando sei morta, il mondo si è fatto più silenzioso. Silenzio duro da masticare.

Rientro a casa,  il vuoto mi saluta.
Il cuore si fa pietra.
Il suono un'assenza senza rumore.
Questo luogo è uno scheletro.
Neppure un passato, solo ambiente. Aria.
Il luogo di quel che non è stato.

La mattina è un dolore.

La domenica un vuoto.
La notte assenza.
Il domani, un sentiero senza senso.

Tutta la vita mi è passata davanti.

Mi piego al mistero della morte.
Mi piego alla forza dell'infinito nulla.

Che scelta ho?

Prego. E ti rammento.
Dolore. Colpa. Amore.
Prego e ti penso. Sola e non più sola.
Circondata finalmente dal Suo amore.
Ma a che prezzo?

La morte ti sia lieve, 

più di quanto mi è lieve la vita ora.

Torno da me stesso. Cucino. Parlo. Fingo.

Vivo.
Ma il suono non torna.

mercoledì 13 giugno 2012

La forza dell'amore.





"Ma se poi tu mi abbracci così, io non saprò più arrabbiarmi, parlare, reagire, dirti quel che penso.
Che se mi abbracci così, io posso solo star bene" 



venerdì 1 giugno 2012

Ivory




I wanted on my body a legion
of your armies.
To spread a canvas on me, to
bury you upon me.
You came without a warning.
A message on my body.
A blessing on my body.
I saw it on your body.
In pink, in porcelain. Ivory.
The threads, a canvas awning.
I carry you upon me.