venerdì 20 luglio 2012

Prese ad aleggiare intorno a noi una brezza meravigliosa


Eravamo ormai vicini quando prese ad aleggiare intorno a noi una brezza meravigliosa, carezzevole e profumata, come quella che, secondo lo storico Erodoto, spira dalla Arabia felice.

Il soave odore che giungeva alle nostre narici era come il profumo che emana da rose, e narcisi, e giacinti, e gigli, e viole, e ancora dal mirto, dall’alloro e dal fiore della vite. Estasiati da quelle fragranze e sperando in una migliore fortuna dopo tante disgrazie, ci accostavamo sempre più all’isola.

Cominciammo allora a vedere, lungo tutta la costa, una quantità di insenature, ampie e ben riparate, e fiumi limpidissimi che sfociavano placidamente nel mare, e ancora prati e boschi e uccelli che cantavano parte sulla spiaggia, molti pure sui rami degli alberi.

Un’atmosfera pura circondava quella terra; brezze, soffiando, scuotevano appena la selva, e così anche i rami smossi sussurravano una piacevole e ininterrotta melodia, simile a una musica di flauto in una landa solitaria. Si udiva inoltre un vociare confuso e indistinto, che non aveva nulla di inquietante, e somigliava invece al chiasso allegro di un banchetto, dove c’è gente che suona, altra che intona lodi e altra che batte il tempo al ritmo del flauto o della cetra.

- Luciano di Samosata, II sec d.c.

martedì 10 luglio 2012

Silenzio.




Da quando sei morta, il mondo si è fatto più silenzioso. Silenzio duro da masticare.

Rientro a casa,  il vuoto mi saluta.
Il cuore si fa pietra.
Il suono un'assenza senza rumore.
Questo luogo è uno scheletro.
Neppure un passato, solo ambiente. Aria.
Il luogo di quel che non è stato.

La mattina è un dolore.

La domenica un vuoto.
La notte assenza.
Il domani, un sentiero senza senso.

Tutta la vita mi è passata davanti.

Mi piego al mistero della morte.
Mi piego alla forza dell'infinito nulla.

Che scelta ho?

Prego. E ti rammento.
Dolore. Colpa. Amore.
Prego e ti penso. Sola e non più sola.
Circondata finalmente dal Suo amore.
Ma a che prezzo?

La morte ti sia lieve, 

più di quanto mi è lieve la vita ora.

Torno da me stesso. Cucino. Parlo. Fingo.

Vivo.
Ma il suono non torna.

mercoledì 13 giugno 2012

La forza dell'amore.





"Ma se poi tu mi abbracci così, io non saprò più arrabbiarmi, parlare, reagire, dirti quel che penso.
Che se mi abbracci così, io posso solo star bene" 



venerdì 1 giugno 2012

Ivory




I wanted on my body a legion
of your armies.
To spread a canvas on me, to
bury you upon me.
You came without a warning.
A message on my body.
A blessing on my body.
I saw it on your body.
In pink, in porcelain. Ivory.
The threads, a canvas awning.
I carry you upon me.

martedì 29 maggio 2012

Quei giorni






Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento.

Avorio



Intagliavo il tuo corpo nell’Avorio
come una scultura di orrori ed errori,
un florilegio di profumi e damaschi
il tuo fiore,
d’anima,  
e le perle dei tuoi denti,
freschi.
Il profumo di te
che mi inebrizzava.

Quel caldo calore che era l’odore del tuo corpo vivo
e veniva dall’odore di ciò che eri
e che sei
mi puliva il cuore.

Mi donavi la tua anima, tra le lenzuola
e mi dicevi, non parlare.
E io non parlavo.

Non mangiare
e io non mangiavo.
Non sentire…

Ma il profumo del tuo corpo, lo sentivo.
Corpo insincero.

s.p.

sabato 26 maggio 2012

Fuori dal guscio







Fuori dal guscio c’è un mondo caldo, fatto di sole, persone, libertà, amore.