sabato 31 maggio 2014

Riflessi di Intrusi



C'è un riflesso, in quella frase che recita che dovremmo aver paura non tanto di amare, quanto che non smetteremo mai più di amare qualcuno.

Un intruso in questo ragionamento. Un insetto. Un ragnetto fastidioso e leggero.

Nel lungo passare del tempo, una parte di noi che è proprio quella che non smette mai di amare, un giorno comincia a  ricordare.

E mentre ricordi intendi, che la tua vita era in quel momento, nel momento che ricordi, era tua.
Non altro. Non niente. Non ricordo. Non rimpianto. Non paura. In quel momento sei stata.

E quel ricordo, quell'esserci, quel percepirsi propri, e vissuti, e viventi, è un ponte che dal passato tocca il presente, come una sponda tra due mondi, e ti parla: con  parole che non sono umane. Perchè sono parole dell'anima.

Ultime. Dantesche. Fantastiche. Irripetibili. Inesprimibili.

Insomma quel ricordo, che non è un ricordo, ma una parte stessa della tua anima che vive di moto proprio e solo. Ricordo intimo e puro, ma a volte osceno e putrido, tuo malgrado. Perchè il dolore è putrido e osceno.

Quel riflesso che ti guarda fisso nel presente, con gli odiosi occhi del passato che non è stato e che non ci sarà mai più, e che vorresti cancellare, quel riflesso ti definisce, come persona, e dal passato risuona dentro di te, come un eco che rimbalza nella tua anima. Sfreccia in te come un suono che appare nel silenzio.  Un modo. Un Armonico. Che risuona dal nulla, dall'infinito "indietro" all'infinito presente.

E sì,  è vero che sei intrappolata da quel ricordo, che è una doglia dell'anima, che è una trappola pazzesca. Ma è vero anche che quella doglia, come il naso che hai sulla faccia, o il colore dei tuoi occhi, e la forma affilata delle tue dita - ti definisce. Ora più che prima. Ti definisce e anche ti parla.  Non sempre con calore. A volte con olezzo di putridume. Ma ti definisce e ti distingue. Ti disegna. Ti acarezza. Ti schiaffeggia. Ti fa.

E in quel distinguerti, ti trascolora e ti rende sublime,  ti trasforma in qualcosa che altrimenti non saresti mai stata, e sei sempre stata. Te stessa.

Per quanto stupido, l'amore ci rende ciò che siamo, persone con anima, nostro malgrado.
Persone scosse da suoni che echeggiano forti fino ad assordarci.
Persone che vivono straziate e deluse. E sole.
Persone piene di paure. Piene di amore. Piene di misteri e di mistero.

Persone che risuonano al vento come canne di amore o colore. Con mille riflessi di suoni e luci.
Insomma, Anime.