lunedì 13 maggio 2013

Dal Mar della Tranquillità, osservavo...


Sorgeva placidamente azzurra e bianca. Il golfo d'arabia dietro una nuvola lunare, bianco e terreo; un po' più in là, la penisola del Katar netta sulla sfera azzurra, persa lassù, nel cielo spurio e diamantino della Luna.
Il mare Lunare sciabordava calmo contro i legni del pontile. Un vago senso di inquietudine si impossessava di me ogni volta, a quella vista. Mi sentivo inghoittita di fronte a quella sfera persa nello spazio. Casa, ma impossibile e perduta. Guardavo lassù  e pensavo a lui: dove stava,  era vivo, che faceva, come viveva, e si ricordava di me, di noi?

Semplicemente, guardavo e restavo. Sedevo sui legni,  guardavo i gabbiani trasvolare l'orizzonte rumorosi e festosi.  Poi  mi spogliavo delle poche vesti e mi calavo in acqua lentamente, nelle acque calde del mare, che mi accoglieva e mi lavava e mi inghiottiva nel suo caldo abbraccio. Guardando il cielo, tra le braccia del mare, mi tranquillizzavo...
Ma quel freddo pensiero fisso non mi abbandonava mai del tutto. Dove era ora? Viveva?

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