Sorgeva placidamente azzurra e bianca. Il golfo d'arabia dietro una nuvola lunare, bianco e terreo; un po' più in là, la penisola del Katar netta sulla sfera azzurra, persa lassù, nel cielo spurio e diamantino della Luna.Il mare Lunare sciabordava calmo contro i legni del pontile. Un vago senso di inquietudine si impossessava di me ogni volta, a quella vista. Mi sentivo inghoittita di fronte a quella sfera persa nello spazio. Casa, ma impossibile e perduta. Guardavo lassù e pensavo a lui: dove stava, era vivo, che faceva, come viveva, e si ricordava di me, di noi?
Semplicemente, guardavo e restavo. Sedevo sui legni, guardavo i gabbiani trasvolare l'orizzonte rumorosi e festosi. Poi mi spogliavo delle poche vesti e mi calavo in acqua lentamente, nelle acque calde del mare, che mi accoglieva e mi lavava e mi inghiottiva nel suo caldo abbraccio. Guardando il cielo, tra le braccia del mare, mi tranquillizzavo...
Ma quel freddo pensiero fisso non mi abbandonava mai del tutto. Dove era ora? Viveva?
