martedì 29 maggio 2012

Quei giorni






Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento.

Avorio



Intagliavo il tuo corpo nell’Avorio
come una scultura di orrori ed errori,
un florilegio di profumi e damaschi
il tuo fiore,
d’anima,  
e le perle dei tuoi denti,
freschi.
Il profumo di te
che mi inebrizzava.

Quel caldo calore che era l’odore del tuo corpo vivo
e veniva dall’odore di ciò che eri
e che sei
mi puliva il cuore.

Mi donavi la tua anima, tra le lenzuola
e mi dicevi, non parlare.
E io non parlavo.

Non mangiare
e io non mangiavo.
Non sentire…

Ma il profumo del tuo corpo, lo sentivo.
Corpo insincero.

s.p.

sabato 26 maggio 2012

Fuori dal guscio







Fuori dal guscio c’è un mondo caldo, fatto di sole, persone, libertà, amore.