
Le nostre parole soffieranno via,
sulla superficie delle cose,
senza un senso preciso,
come tutte le cose che hanno realmente senso,
come sabbia sulle rocce,
silenziosa e secca
intrecciando mulinelli d'aria
nel sentiero del vento
come l'acqua nei ruscelli,
caotica e lucida
bianca e sonora
chiara, semplicemente fresca
come le nuvole sulle montagne di ieri,
cangianti, semoventi,
bianche e scure,
spaventose e belle,
illuminate da lame di luce negli squarci.
(ricordi quest'estate tra il vento e le nuvole dello sciliar?)
Il vento muoverà gli steli d'erba
imitando le onde del mare,
e spazzando i tulipani rossi, sotto
il sole accecante del nostro mondo
e le nostre parole si perderanno dentro questi steli
diventando passo,
ritmo,
rumore,
vento,
perderanno la forma del senso
e prenderanno la forma del mondo
(ricordi quando ci amiamo chi siamo e cosa proviamo?)
Il vento soffierà via le nostre parole,
non soffierà via il loro significato,
lo arrichirà delle mille cose che il mondo
dice e non spiega.
Ascolta. Il vento non sa leggere.
Il vento non dà spiegazioni.
Le nuvole non parlano.
L'aria non ha senso.
Ascolta e guarda.
Il senso è nel sentire.
Il senso è nell'amore stesso.
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