
Aprile 2008
(dedicata a M.)
Punto punto punto
Siamo così affascinanti e maturi…
Linea linea e linea
La pioggia ticchetta forte sul tetto di plastica ondulata
Grandine.
La mia macchina da scrivere ticchetta
La Radio canta:
Did I Remember (To Tell You I Adore You)
è Billy (Holiday).
La voce strascicata
Il suono insegue il suono
Spengo la radio e sento la voce della mia donna cantare la stessa canzone
E’ una registrazione.
Lei non è lì.
E’ la sua voce registrata che canta.
La stessa canzone.
Fantasma insegue fantasma
Penso a quando era viva.
Mi posava la tazza di camomilla di fianco sulla scrivania, mentre scrivevo
E mi baciava.
Quel profumo santo che aveva.
Odore di chi si ama.
Mi abbracciava, lo ricordo, sul divano
Le sue braccia dicevano quel che non sapeva dirmi con le parole.
Amore.
Amore, amore amore.
Guardo la tazza blu, quella stessa, fumante lì ora davanti a me.
La pioggia ticchetta sul tetto ondulato,
come il ticchettio di un orologio.
Il tempo passa.
Il tempo è passato.
Tu non ci sei più.
Il tuo ricordo è qua, come un Dio minore.
Dio mi odiava tu lo rendevi amorevole.
Si dice gli dei prendano con se prima chi gli è caro, amino di più chi muore giovane.
La tazza parla di te, delle tue mani, del tuo profumo, del tuo abbraccio
Del tuo amore.
Niente potrà cancellare queste cose.
Se non la mia fine… Ma allora non mi importerà più.
Il ricordo è lì ed ha significato.
Punto.
Ogni giorno vado in chiesa
Porto quella tazza fumante dentro di me.
E lo ricordo a dio.
Gli parlo e gli dico: che dio sei…
Punto punto punto
Linea linea.
Dio alfabetico.
Ho sognato lei
Eravamo nudi
Mi baciava sulla bocca come se fossi un frutto proibito e succoso.
[…]
Infine si girava verso di me e mi diceva, ti amo, in modo silenzioso con quelle labbra e
il suo corpo. Le sue braccia.
Dio che ne sai
Dio che ticchetti.
Dio morse.
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