mercoledì 27 aprile 2011

Il profondo risuonare dei tamburi.


Hai messo le tue mani sul mio cuore, hai cucito le mie ferite con la ferocia irriverente del gioco e delle risa, dell'ironia. Hai riso di me, di noi, del mondo.
Hai riempito ogni vuoto con la complicità della intelligenza.

Non ricordavo perchè le donne sono belle.
Ora lo ricordo.

Hai messo le tende nel mio cuore: ci hai scritto parole che sono tue.
Hai fatto tua la mia vita, e mi hai regalato la tua.
E non vuoi nulla.
Non chiedi nulla.
Mi ami, ma non chiedi nulla.

Ti sei guadagnata il mio rispetto, giorno per giorno.
Questo rispetto ha ricucito le mie ferite, una per una.
Mi parli e mi ascolti per ore, e questo tuo essere lì, mi ha curato l'anima.
Li hai strappati, i denti del dolore, dalle mie carni con la forza.

Ogni amore ha parole sue. Questo amore è fuori dal comune.
Forte, gratuito, intelligente, divertente, leale. Bello.
Sono felice, nel profondo con te.
Questa volta ho chiesto aiuto, ho avuto il coraggio, per me non banale, di mostrarmi debole, e ho trovato te.

Dio ti benedica. Perchè con te rido.
Ogni altra cosa è diventata minuscolamente buffa.

Mi sono alzato una mattina (non ho avuto il coraggio di dirtelo) che avevo te nel cuore. Che mattina, non ricordare più ... e sentire la tua voce dentro me!
Quella mattina ho capito la forza della tua intelligenza.
Ho capito che mi conoscevi meglio di me stesso.
Ho capito che ti eri guadagnata il mio rispetto, senza parlare.

I ricordi ora sono polvere sulle mie scarpe.
Hai preso 3 anni della mia vita e li hai resi brevi come 3 secondi.
Hai preso una persona che mi ha ferito a morte e l'hai resa un buffo passatempo.
Hai preso me e mi hai fatto ridere.

Hai preso il mio cuore, e te lo sei conquistato...


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