lunedì 28 febbraio 2011

Competizione

Ogni giorno mi alzo esco di casa e vado a "competere", anche se non so perchè.

Ogni giorno continuo a relazionarmi con gli altri come se fossero persone.
Al contrario, ogni giorno le persone - molte, tante (troppe?) - si relazionano a me come se fossi una "cosa". Un oggetto.

Ho un putrido e sciocco valore sociale: sono un grimaldello per fare questo, o un peso per quello.
Non sono una persona, ho un cartellino del prezzo. Come un paio di scarpe in una vetrina.
Soldi, posizione sociale, età, peso, contatti personali (numero e tipo), lavoro, marca del vestito.
Ogni cosa che ho, o che indosso dovrebbe essere me?
Se ti sono utile, ti dice chi sono io?

Per fortuna ho scelto la comunità scientifica: chi usa il cervello per lavoro bada ad altro. Come in una squadra di sport: non conta come sei vestito prima di entrare in campo, conta se sai segnare.
Noi segniamo. Io segno. Il mio valore sociale è questo.

Non valgo per quello che indosso, porto o guadagno, o il peso dei miei contatti interni, ma per quello che so creare e fare per una comunità selettiva, appassionata e ristretta che è quella di chi fa scienza e nuove tecnologie.

Le cose che si scrivono su Facebook, dopo 10 minuti svaniscono nel nulla. Le cose che si scrivono come produzione scientifica resteranno per anni, forse per sempre.
C'è una differenza, mi pare inutile sottolinearlo.

Comunque... esco di casa e competo. Giusto per tenermi in allenamento.

Nessun commento: