sabato 4 luglio 2009

Terra Rossa

Afferro la terra rossa tra le mani,
piccola sabbia fine,
come piccoli semi.

Guardo questi semi di colori diversi, e li conto.
Ciascuno mi dice qualcosa di sè.
Chi neri, chi rossi,
chi bianchi,
chi sporchi e pallidi,
chi ocra...

Ognuno di questi piccoli semi di vita è come una persona...
un individuo..
Chi piange, chi sorride,
chi ama...
chi nasconde un mondo interiore...
chi dona con gioia,
chi vive nella più tenera solitudine,
chi teme tutto e soprattutto se stesso..
chi si contenta, chi si crede importante.

Lei mi guarda e mi parla...
e mi dice, indicando il bracciale al mio polso,
con le parole di una bimba di neanche tre anni, ..."bello questo"...

Sposto i suoi capelli biondi, il viso che sa di talco,
le bacio la guancia e le dico "sì è un regalo..."

Mi sorride e mi dice "te lo ha regalato lui?"
"sì le rispondo"
"...bello"

Guardo quei capelli castani,
quegli occhi dolci e intelligenti
e capisco che la vita è lì.
capisco l'espressione di Dio,
lasciate che vengano a me...
capisco perchè Lui li amava...

Mi giro e il turbine mi spazza, la stanza appare vuota.
I mobili spogli, persi nella grandezza della mia stanza.
I miei semi sulla mano, di tutti i colori, come tanti piccoli cristalli di mille colori...
Niente mi sembra familiare...

Di nuovo la sua voce, "te lo ha regalato lui?"
mi giro e vedo me stesso sorridere a quella bimba...
"sì...." la mia voce lontana che risponde....
mi vedo di nuovo, baciarla sulla guancia che sa di talco...
sento di nuovo quel profumo magico, di amore e casa.
"bello" risponde lei...
le porgo tra le mani i mille piccoli cristalli di colori...
Si gira e se ne va, scappa, sorridendo.

Io resto solo in quella stanza troppo grande e spoglia.
I mobili troppo soli, le pareti senza quadri.
Come nuova, come appena arredata. Ma i mobili così lontani nel tempo.
L'odore di vernice fresca risuona in me.

Mi volto e vedo una luce entrare dalle grandi finestre bianche.
Un raggio di sole, cristallino, colpire il pavimento di marmo bianco, rimbalzare su tutte le pareti e sparire via.

I merletti colorati delle luci che scappano tra le veneziane, le impronte del sole entrare nella stanza, colorano di un colore freddo i muri, le pareti, i pavimenti di marmo.

Mi alzo e mi avvicino alla finestra.
Una sabbia calda e colorata riluce ...
Rossa e calda....

Mi chino, mi inginocchio,
infilo la mano nella sabbia e la sento confortevolmente tiepida.
La mia mano si scalda.

Guardo in alto, tra le luci accecanti del mezzogiorno.
Il mio viso si scalda al sole.

Sono felice, in quella infelice solitudine.
Il sole mi guarda e mi bacia.
Il mio corpo si riscalda al sole.

Mi sdraio su questa terra così rossa....
su questa sabbia calda,
del colore delle terre emerse dal tempo,
delle sabbie del deserto,
dei mari senza fondo
color diamanti e smeraldi.

Affondo la mano nella sabbia del deserto... e la afferro...
afferro questo pugno di sabbia mistica,
apro la mano e guardo

Vedo mille piccoli granelli
tra le mie mani,
piccola sabbia fine
come piccoli semi.

Semi di mille colori diversi
Chi neri, chi rossi,
chi bianchi,
chi sporchi e pallidi,
chi ocra...

Milioni di semi
E ciascuno mi dice qualcosa di sè.

Qualcosa di unico e irripetibile.
Qualcosa di amorevole....di bello.

Qualcosa di sè.
Qualcosa di me.


St
Domenica 3 maggio 2009 (rev. 4 luglio 2009)

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