mercoledì 4 giugno 2008
E' possibile mangiare nuvole con un cucchiaio, in bilico su un improbabile scala di sogni?
Sapori di cioccolata e zucchero filato.
Profumi di vento e caramelle.
Sogni di piadine, lambrusco e pinzimonio.
Nuvole di amore e profumi.
Soffia forte il vento, il mare si frange, spruzzi salati di acqua salmastra salgono sino a noi.
Nuvole di mare e granchi, anguille e cefali.
Sapori di sabbia e lettini, baci e canzoni, amori e pensieri che riemergono dal lontano passato.
(quella sua maglietta fina...)
Diciotto anni.
Dove eri allora?
(... e quell' aria da bambina ...)
Io ero là che ti aspettavo, scrutando l'orizzonte calmo del mare,
(là in mezzo al mar ci stan i camin che fumano)
nella notte, tra le stelle, dormendo sul fondo scuro della notte,
ascoltando la risacca del mare,
pensando ai miei sogni futuri.
Mai avrei pensato che tu fossi nel più improbabile e irraggiungibile dei posti: qua e ora.
Aspettavo allora, il qui e ora.
Ti aspettavo, tra le lettere che scrivevo a militare, al mio amore di Bologna, che non rispondeva.
Ti aspettavo, guardando ansioso nella casella della posta sempre desiderosa del mio amore di Bonn.
Ti aspettavo, negli occhi neri e le guance rosate della mia compagna di banco. Amatissima donna.
Ti aspettavo, quando facevo l'amore tra le lenzuola umide e dolcissime della mia amata sognatrice di mostri, a mia insaputa donna di malcostume.
Ti aspettavo e ti ho trovato
Nel più semplice dei posti. Eri qui e ora...
Ma ora, come posso rispedirti indietro, per avvisarmi di non temere,
che tu sei lì?
Anzi... qui e ora.
Con me.
Qui e ora.
In fondo, un posto come un altro.
Basta un cucchiaio, per scavare tra i nostri sogni ?
St
(drawing and picture by Ottavia Lancini, all rights reserved)
Pubblicato da Stefano a 2.37
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